January 24, 2018

 

FUORI I RUBACCHIOTTI,  ENTRINO I SEGUGI!

Giacomo Giannarelli, candidato governatore m5s

 

Dopo gli scandali recenti che hanno coinvolto la nostra Regione, non si capisce come Emiliano (sindaco di Bari) possa affermare in un faccia a faccia dell’altro giorno, con Giannarelli su La7, che la sanità in Toscana sia la migliore d’Italia! Fiore all’occhiello il maxi buco di 500 milioni alla Asl di Carrara nel 2012 (prontamente coperto dalla Regione con i soldi dei contribuenti) per il quale Rossi è ancora indagato dalla Procura. Inoltre,  lo scandalo degli stipendi dei dirigenti e l’enorme divario che li separa dal resto dei lavoratori  del comparto!  Compensi che mantengono un sistema fallimentare dove la responsabilità dirigenziale non è osservata e dove gravi inefficienze agevolano l’ingresso delle lobby (i veri poteri forti!) e dove le speranze e le aspettative dei cittadini si scontrano  con un antiquato regime di nepotismo gerarchico e inefficiente. Dove il personale ‘operaio’ viene richiamato al risparmio con tagli persino alla carta igienica,  avendo facoltà di trasformare magicamente posti di funzionari in posti di dirigenti, maturando e mantenendo corposi vitalizi. E poi, le decine di inutili dirigenti delle Asl, furbi e arraffoni da stipendi milionari. Un’accozzaglia di succhiasoldi e di lacchè. Questa è la Toscana rossa di Rossi. 

gerardodemartinomovimento5stelle.it 

 

 

 

 

 

Firenze:  La cuccagna della Regione, un premio per tutti i dirigenti.

BONUS DI 16.500 EURO A TESTA per la farsa degli obiettivi raggiunti.

”E’ una sorta di isola di Bengodi nel mare dell’Italia dei sacrifici. Come altro si potrebbe definire una struttura che ha un funzionario pagato a peso d’oro ogni tre dipendenti e che, soprattutto, elargisce il premio di produttività praticamente a tutti (su 126 dirigenti più 9 direttori, solo 8 non lo hanno preso, perché distaccati), spendendo 12 milioni e 624mila euro l’anno?

Sì. Guardando come la Regione Toscana gestisce la sua macchina amministrativa verrebbe da ridere, se non fosse che lo fa con soldi prelevati ai contribuenti in una stagione difficilissima che tocca tutti, tranne i vertici di questa burocrazia. Parlano le cifre. Per carità, tutto legittimo anche se stridente coi sacrifici ai quali è chiamato chi lavora nel privato.  Se poi si pensa che quando il governo ha annunciato i tagli alle Regioni,  qui in Toscana qualcuno ha ipotizzato di compensare non tagliando i costi,  ma ricorrendo a nuove tasse come l’idea del superticket sulla sanità!  Si capisce come davvero fra Paese reale e Paese burocratico il baratro sia diventato incolmabile.”   Questa sintesi è tratta dall’articolo di Stefano Cecchi e Pino Di Blasio sulla Nazione del 13/XI/ 2014

 

 

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