November 22, 2017

             

                    ”candidarsi, per le persone oneste non è un diritto ma un dovere” 

Alessandro Di Battista, deputato del m5s, incalzato impunemente dal giornalista Bruno Vespa su temi politici ma anche su espulsioni (sacrosante) all’nterno del suo partito e isis.

Cosa saremmo oggi se il popolare giornalista avesse osato tallonare allo stesso modo, i politici della vecchia guardia, quelli oggi al governo, quelli delle finte opposizioni e  quelli dei partiti legati alla mafia? Per l’appagamento delle nostre emozioni il m5s va in televisione ma il mezzo per smantellare la corruzione, il servilismo e la schiavitù di questo sistema di governo resta ancora l’attività dei soldati in prima linea nelle piazze.

Per Vespa è difficile credere che il movimento 5 stelle non tratti col Pd.  Il movimento non tratta, si confronta, e lo fa in Parlamento. Questo è un concetto semplice e onesto ma incomprensibile a molti cittadini fagocitati da anni di corruzione e di  compromessi familiari, politici e mafiosi. Il compromesso è entrato prepotentemente nella stessa sostanza degli Italiani ed è per questo che la scrematura del m5s è prepotente.  All’interno di questo movimento o se volete per comodità di comprensione, partito orizzontale, deve prevalere l’onestà, anche se è  difficile comprenderne il senso. Molti attivisti ancora non conoscono la differenza, e nelle assemblee in cui sono portavoce, trattano, condividono, associano dissentono e vanno a braccetto con il Pd credendosi onesti e innocenti. Alcuni sono davvero imbecilli mentre altri sono in malafede. Ma la crescita del m5s, anche attraverso momenti di crisi e di espulsioni, è la vera onestà. La vera onestà non è espressa nel solo atto di rubare la marmellata: è quella intellettuale e morale la vera onestà!  …ed è il movimento stesso la sua leadership!  Gerardo De Martino, m5s.

”Per chi non l’avesse vista questa è la mia intervista a Porta a Porta. Ho apprezzato l’atteggiamento di Vespa, quel che non ho apprezzato è che alcuni giornalisti si ricordano di essere giornalisti solo quando hanno davanti un esponente del M5S.
Che Italia saremmo oggi se negli ultimi 20 anni Vespa avesse chiesto in modo incalzante a B. dei legami del suo partito con Cosa Nostra?
Che Italia saremmo se quando Renzi va i TV i giornalisti gli mostrassero, con chiarezza, quanto le sue dichiarazioni siano, sempre, diametralmente opposte agli atti che presenta in Parlamento?
Che Italia saremmo se – nel “sottopancia” dei politici invitati in TV – oltre ai loro nomi e cognomi e i loro “prestigiosissimi incarichi” scrivessero anche le condanne ricevute o le inchieste giudiziarie che li vedono coinvolti?
Che Italia saremmo se i giornalisti trattassero il potere senza alcun timore reverenziale ricordandosi che il loro vero datore di lavoro non è l’editore che li paga ma l’opinione pubblica che li legge o li ascolta?
Il giornalista è il mestiere più bello del mondo, non rovinatelo per eccesso di sudditanza. A riveder le stelle!” A. Di Battista

Il chiarimento di Beppe Grillo

gerardodemartinomovimento5stelle.it

 

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