November 22, 2017

astensione voto

Quorum funzionale e astensione

 Ho appreso le posizioni di qualche attivista e quelle dei consiglieri comunali del m5s di Greve in Chianti, sulla cosiddetta variante anticipatoria del  Pd  al piano regolatore,  che darebbe il via libera ad  una come dire,  variazione… una rimodulazione del territorio, tanto per essere gentili nell’esposizione! Ed ho appreso la propensione dei consiglieri verso l’astensione al voto in consiglio.

In pratica la questione è questa: chi non vota non fa male a nessuno. Vivi e lascia vivere è il suo motto. Questa è l’astensione in politica. Rimettere la propria decisione sovrana nelle mani di qualcun altro e di fatto abdicare, cedere ad altri la facoltà di decidere, strizzando l’occhio!  Tipiche  azioni da vecchi partiti, da vecchio ordinamento, da pastella fritta dell’antica partitocrazia.

Il messaggio dell’astenersi  in un collegio, indica  chiaramente il ”non tener conto di me, fai ciò che vuoi” (esempi tipici: i conflitti d’interesse!) La vecchia DC & company e Giulio Andreotti sono stati i grandi maestri dell’equivoco politico, ma la giurisprudenza è molto chiara a riguardo: il consigliere che si astiene influisce sul quorum funzionale, e dunque sull’esito finale del voto.

Il quorum funzionale o deliberativo indica il ”numero o la percentuale di voti a favore minimi da ottenersi, perché  una proposta possa essere approvata oppure un candidato possa essere eletto”.  In parole povere l’astensione in un Collegio deliberativo, a meno che  non venga eseguita da uno sprovveduto,  oltre a influire sull’esito finale del voto, getta consapevolmente fumo negli occhi agli elettori ignari.

L’agnosticità dell’astenuto, il suo ”non-rifiuto” e ”non-assenso” è la negazione di entrambe le volontà esprimibili mediante il voto (la vecchia regola delle due negazioni a scuola!) e non è possibile raffrontare la posizione dell’astenuto a quella dell’assente. Chi si astiene assume un comportamento partecipativo con la sua presenza, contribuendo all’’avvio delle attività assembleari.  E’ solo al momento del voto che la sua collaborazione viene meno.  Per  il diritto l’astenuto non è un dissenziente.

(Giurisprudenza del diritto, Rossi L’’astensione dal voto nell’’assemblea. Leggetelo!)

«L’astensione è il peggiore dei rimedi alla brutta deriva che ha preso la politica. È quello che vuole la politica corrotta, quella degli affari”…. questo l’appello di SEL  alle Regionali del 2010!!

Ad oggi i consiglieri di Sel (centro-sinistra per Greve)  condividono pure le riunioni private con i portavoce del m5s!! Che abbiano deciso, in barba alle antiche convinzioni, di astenersi anche loro?? …pare proprio di si!!

avvio variante anticipatoria

www.movimento5stelletoscana.it

vigne

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