January 23, 2018

 expo'

L’Expò è finito. Ci ha fatto riflettere (come no!) sull’importanza del cibo dell’acqua. Con gli occhi rivolti verso la fame nel mondo. 

(…ma i poveri che hanno davvero fame ci sono potuti andare all’Expò? E gli chef stellati che vi hanno partecipato possono davvero contribuire con i loro soavi piatti eleganti a lenire lo spasmo di uno stomaco vuoto?…ci chiediamo!)

Un ringraziamento all’Expò per averci aperto gli occhi sulla fame nel mondo.

Giunta la fine dell’Expò tiriamo le somme per riflettere sulla retorica politica internazionale, sulle spese investite (italiane e internazionali) sui denari spesi in corruzione, sul numero dei  visitatori, sul presunto giro d’affari delle piccole imprese italiane che ci hanno voluto credere e sulle previsioni dei politici.  Una riflessione va fatta anche sul numero di affamati (veri) nel mondo prima e dopo l’Expò.

La valutazione spontanea, di impatto immediato, dei padiglioni milionari dell’Expò rispetto alle tematiche socio-politiche internazionali soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, in quelli del terzo mondo  e  dove ci sono conflitti bellici,  appare in equilibrio davvero molto precario.

L’expò del 1998  si tenne a Lisbona sul tema degli Oceani, patrimonio per il futuro.

A quasi vent’anni  da quell’Expò ,  la sensibilità sociale e globale sull’Oceano è ancora davvero molto scarsa.  Ci ritroviamo con  Oceani  più acidi e con meno ossigeno. Più caldi e con meno fauna e flora ittica. Senza contare che molti di quei Paesi che partecipano a queste fiere di sensibilità sociale e ambientale, sono anche allegre brigate di  criminali contro l’umanità e contro le specie naturali di questo mondo come le mattanze di balene tonni delfini e squali, le deforestazioni criminose e l’inquinamento senza regole.

Il Presidente Mattarella nel suo discorso finale di saluti e baci all’Expò di Milano 2015, ha difeso la sontuosa fiera che ha richiamato alla memoria fame e sete nel mondo, affermando l’importanza primaria dell’acqua per lo sviluppo della società.

Il Presidente è siciliano e saprà bene che adesso, proprio ora, a Messina (Sicilia, Italia) manca l’acqua da oltre 10 giorni, per un guasto che avviene a cadenza regolare.  Proprio a Messina, dove c’è una cittadinanza che paga l’acqua tra le più care d’Europa, a prezzi elevatissimi, ad  una multinazionale francese,  e dove i cittadini sono sottoposti  alla  bieca  speculazione di botti private che dalle 30 euro di Catania vengono vendute a Messina a 150 euro!!

Acqua, bene comune.  Acqua pubblica.  Acqua e cibo importanti per lo sviluppo di una società legale e civile. Il contrario di ciò che avviene sotto i nostri occhi ormai ciechi.

Immoralmente e legalmente si lucra là dove c’è povertà, mentre dove c’è  benessere è permessa la competitività dei prezzi e delle multinazionali.

 Questo è  l’Expò.

Una concertata e rozza retorica politica che per non scontentare Coca-Cola e Ferrero evita persino di accennare ‘all’obesità’.

Poi c’è la carta di Milano.  Un impegno verso il buon vivere che  Caritas, Slow food e Oxfam Italia non hanno firmato! (buona questa!)

Anche noi ringraziamo l’Expò 2015  augurandoci  che i suoi insegnamenti, tra vent’anni (non negateci la speranza) proprio come le passate edizioni, ci abbiano rettificato la strada verso un mondo migliore,  più sano e responsabile.

www.gerardodemartinomovimento5stelle.it

Carta di milano

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