October 19, 2017

Liberi di conoscere cosa ci aspetta

democratia

Va di moda attraverso i media, rimproverare al m5s di anteporre la partecipazione democratica su tutte le questioni socio-politico-economiche, considerate ben troppo importanti  per essere comprese da una massa plebea, oltre ad essere, come un calcolo matematico, incontrovertibili.

Allo stesso modo che il quadrato di due fa quattro, anche se il 99% della popolazione dicesse che fa cinque, così tali politiche, nonostante invise alla popolazione, devono avere come risultato quello scritto dalle regole del gioco del liberismo.

Vi sono però dei piccoli errori di superficialità in questa dialettica sterile: la matematica è il linguaggio della natura, mentre le regole del gioco sono dettate dal pensiero predominante, in questo caso il pensiero liberista, che tanto ama porre come immutabili le scelte e l’evoluzione della società verso un’ incontrollata globalizzazione, depauperando gli ecosistemi culturali di essa.

La nuova frontiera del Divide et Impera neocapitalista si è evoluta in: omologa, dividi e comanda.

Ritornando alla democrazia partecipata, si può ritenere che essa sia semplicemente una condivisione populista, altro temine amato dalla stampa, perché gli internauti sono influenzati dalle fake news, perché esiste una visione sofistica della verità: ne esistono tante o nessuna.

La censura neocapitalista si basa proprio su questo: rendere la verità indistinguibile dalla falsità, anteponendo sempre e comunque la libertà individuale.

Il voto della plebe, resa schiava delle convenzioni, dell’ignoranza e dell’egoismo personale, può portare solo a conclusioni inutili e fuori dalle regole della politica globalizzata.

Un esempio caratteristico di questa visione giornalistica è stato reso dal risultato della consultazione con il popolo della rete, che Barack Obama sperimentò durante la campagna elettorale della  sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America, in cui si chiedevano le due cose che egli avrebbe dovuto mettere al primo posto, nella sua agenda presidenziale, e i cui risultati furono abbastanza bizzarri: 1) La liberazione della cannabis  2) La verità sugli alieni!

I risultati delle votazioni furono, naturalmente, figlie di quanto sopra detto, e una valutazione impropria ed avventata rischierebbe di distogliere ed allontanare dalla comprensione del programma Rousseau pentastellato.

Il fatto che non sia possibile avere un’informazione seria, controllata e veritiera è quindi, una bufala seriale!

Per effettuare una scelta bisogna informarsi, studiare e prendere coscienza dell’argomento in modo da acquisire una maggiore consapevolezza della nostra azione, che mai è scissa dalla politica, dato che essa stessa è un atto politico.

Questi tipi di atti fanno notevolmente paura ai signori del liberismo globalista, del consumismo compulsivo, dell’ottimismo cieco, della paura del diverso, del fatalismo, dell’inaridimento della memoria di un popolo.

In Rousseau, tuttavia, questo viene perseguito: la consapevolezza dei cittadini, tramite una corretta e scientifica informazione, di poter creare degli atti politici nuovi,  più  equi  o comunque  che tentino di creare un senso d’appartenenza,  di attività,  uscendo dalla passività della propria microstoria.

La procedura è così semplice che non stupisce che sia così difficile da comprendere ai media e si basa su 4 punti: Individuazione, Argomentazione, Selezione e Votazione.

L’individuazione è la scelta dell’argomento su cui esercitare una scelta politica.

L’argomentazione è l’informazione esauriente su tale tematica, fatta solitamente da esperti del settore e comprendenti varie discipline.

La selezione riguarda la cernita delle proposte, in numero limitato, risultanti dalla consultazione del punto precedente.

La votazione è l’ultimo atto del cittadino attivo, informato e partecipe,  il quale,  a differenza di quanto accaduto ad Obama, essendo stato educato al nuovo modello culturale e civico,  farà la sua scelta in libertà e cognizione.

E’ da ricordare che tutti i cittadini della piattaforma Rousseau sono iscritti e certificati, e quando si parla di loro come una massa informe di click, si sta sminuendo l’attività politica e l’identità di ogni suo singolo, avvezzo, forse, ad andare contro la carta costituzionale.

Questo modello è un po’ diverso da quello che si era immaginato chi legge i giornali?   Vi aspettavate forse, una votazione diversa, come quelle su Facebook,  in  cui  ad  un’idea o  problema, venuti fuori dai meandri del web,  si mette un like  e si  valuta  quale proposta ne ottiene di più?

La domanda che vi pongo, orsù dunque, è la seguente: “la responsabilità della democrazia è per voi un’utopia?”

 di Marco De Martino

gerardo de martino blog

 

 

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